Come si progetta l’acustica di uno spazio che deve ospitare, negli stessi metri quadri, prove musicali, seminari, sessioni di yoga e meditazione? È la sfida che MasAcoustics ha affrontato nella sala polifunzionale della tenuta di Borgo Tignano, a Volterra (PI). Un caso reale che racconta il nostro metodo: misurare, simulare e intervenire per gradi, senza mai improvvisare.

Dove: un borgo toscano del Seicento
Il progetto ha una cornice d’eccezione. Borgo Tignano è un antico borgo rurale toscano che affonda le radici nel primo Seicento, immerso nella campagna tra Volterra e San Gimignano, a poca distanza da Siena e dalle colline del Chianti. Circondato da ettari di terreno tra uliveti e boschi, oggi è una struttura che ospita eventi, seminari e soggiorni: un posto davvero spettacolare, la cornice ideale per una sala polifunzionale in cui musica, parola e benessere devono convivere — e che meritava un intervento acustico all’altezza.
Preferisci il racconto? Leggi la storia di come questa sala ha imparato a suonare bene.

Uno spazio, tante funzioni (e requisiti in conflitto)
Il vero nodo di uno spazio polifunzionale è che ogni attività chiede un’acustica diversa. La parola parlata ha bisogno di un ambiente “asciutto”, con poco riverbero, perché sia intelligibile; la musica, al contrario, vive di una certa vivacità e riverberazione. Progettare bene significa trovare il punto di equilibrio — o meglio, renderlo regolabile.
Il punto di partenza: un riverbero fuori controllo
Prima di ogni intervento abbiamo misurato lo stato di fatto. I risultati parlavano chiaro: un tempo di riverbero (RT60) eccessivo, con picchi fino a 3,68 secondi a 2000 Hz, ben oltre qualsiasi soglia di comfort. In un ambiente così, la voce rimbomba e la musica diventa confusa.


Definire l’obiettivo: tra musica e parola
Qual è il tempo di riverbero “giusto” per una sala che fa tutto? Per rispondere abbiamo confrontato i principali riferimenti normativi europei — la ONORM B 8115-3 e la DIN 18041 — su tutte le bande di frequenza, da 125 a 4000 Hz.

Il metodo: simulazione e progressività
Invece di procedere “a occhio”, abbiamo costruito un modello di simulazione ibrido (geometrico + ondulatorio) e ipotizzato l’intervento in quattro livelli progressivi. Così il committente ha potuto vedere — numeri alla mano — quanto ogni passo avvicinasse la sala all’obiettivo, e scegliere dove fermarsi.

I quattro step del trattamento
Step 1 — Pannelli in legno Lignotrend
Pannelli LIGNO® Akustik light a soffitto e sulle pareti lunghe centrali, con intercapedine di 10 cm riempita di fibra di poliestere. Da soli portano l’RT60 da oltre 3,5 a circa 1,2 secondi. Il montaggio del soffitto in doghe è stato realizzato in collaborazione con Struttura7.
Step 2 — Pannelli in fibra di poliestere
Pannelli fonoassorbenti Quartet da 5 cm sulle pareti, per avvicinare la sala ai valori di una sala riunioni.
Step 3 — Tende fonoassorbenti
Tende in tessuto Caimi Velvet con ampia arricciatura, a oltre 20 cm dal vetro: assorbimento fino a 1,00 alle medie frequenze. L’RT60 scende a circa 0,85 s a 1000 Hz — e, essendo regolabili, permettono di “accordare” la sala.
Step 4 — Pannelli mobili aggiuntivi
Con l’aggiunta di pannelli fonoassorbenti mobili, l’RT60 medio scende sotto 0,8 s alle alte frequenze, rientrando nella Classe Comunicazione della ONORM B 8115-3.
La realizzazione: il soffitto acustico in doghe Lignotrend
Il cuore visivo e acustico dell’intervento è il soffitto in doghe di legno Lignotrend: un elemento che assorbe il suono e allo stesso tempo dà calore e carattere all’ambiente. Il montaggio è stato curato in collaborazione con Struttura7.

Oltre l’RT60: chiarezza e intelligibilità
Il tempo di riverbero è il parametro più noto, ma non basta. Nel progetto abbiamo analizzato anche gli indici che descrivono quanto un suono arriva “pulito” all’ascoltatore: T20 e T30, gli indici di chiarezza C50 e C80, il D50 e soprattutto lo STI (Speech Transmission Index), che misura l’intelligibilità del parlato.



Ascoltare prima di costruire: l’auralizzazione
Uno dei passaggi più utili per il committente è stato l’auralizzazione: grazie allo strumento Treble.tech abbiamo generato ascolti tridimensionali della sala prima dei lavori, con sorgenti diverse — voce, sassofono, batteria funk — e da più punti di ascolto. In pratica, sentire come suonerà l’ambiente prima ancora di installare un pannello.
I risultati
Dal caos acustico di partenza — con punte di 3,68 secondi — siamo arrivati a un riverbero attorno a 0,8 secondi sulle bande centrali, con la flessibilità di alzarlo leggermente (tende aperte) quando serve più calore musicale. La tabella riepiloga la progressione delle misure step dopo step.



Progetto acustico a cura di MasAcoustics, in collaborazione con Struttura7 per la realizzazione e il montaggio del soffitto in doghe Lignotrend.
Hai uno spazio da trattare?
Che si tratti di uno studio, una sala prove, un ufficio o uno spazio polifunzionale, il metodo è lo stesso: misura, simulazione e progetto su misura. La prima consulenza è gratuita.
Domande frequenti sulla progettazione acustica
Che cos’è il tempo di riverbero (RT60)?
È il tempo che impiega un suono a ridursi di 60 decibel dopo che la sorgente si è spenta. Un RT60 alto significa un ambiente “rimbombante”; uno basso, un ambiente “asciutto”. È il primo parametro che si controlla in una correzione acustica.
Come si tratta uno spazio che ha usi diversi?
Si punta su un riverbero medio-basso come base e su elementi regolabili, come le tende fonoassorbenti, che permettono di rendere la sala più o meno “viva” a seconda che si parli o si suoni.
Fate sopralluoghi e misure sul posto?
Sì. Ogni progetto parte dalla misura dello stato di fatto e da una simulazione, così le scelte sono basate su dati reali e non su ipotesi.
Posso vedere il risultato prima dei lavori?
In molti casi sì: con l’auralizzazione facciamo “ascoltare” l’ambiente trattato prima ancora di installare i materiali.


