
CAPITOLO 3
PAVIMENTI
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Fig. 3.1 a |
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Fig. 3.1 b |
Le figure 3.1 a-b mostrano degli ottimi metodi di costruzione per quelli che hanno altezza in abbondanza e vogliono rendere flottante il proprio pavimento (e le pareti). Questo tipo di costruzione è l’ideale nel caso in cui la sala registrazione e la control room condividono lo stesso pavimento, di legno o di cemento. Nel caso che il vostro pavimento sia in cemento, prendete in considerazione l’idea di praticare un taglio nel cemento (prestate la massima attenzione!) per realizzare una divisione nel pavimento tra la control room e la sala registrazione e poi procedere con la costruzione del pavimento flottante. Tagliare il pavimento non sarà un’impresa facile, ma la buona notizia è che se decidete di farlo, sarà sufficiente un taglio largo quanto la larghezza della lama. Vi prego di notare che il taglio dovrà attraversare l’intera lastra di cemento. Se avete dei dubbi circa la conformazione strutturale del vostro pavimento richiedete il parere di un esperto. Auralex Acoustics non può essere ritenuta responsabile se il vostro edificio sarà danneggiato.
Le figure 3.1 a-b mostrano dei travetti 3,8×14 e dei montanti a parete di 5×10 cm, se non avete abbastanza spazio a disposizione potete anche usare travetti 3,8×10 cm o 3,8×7 cm o anche 3,8×5 cm per il pavimento. Lo specifico materiale usato per realizzare la struttura non è determinante, è molto importante invece la corretta implementazione dei materiali, il metodo generale rimane lo stesso. L’ideale, se avete spazio, sarebbe usare travetti 3,8×15 cm o più grandi, poiché questi consentono di realizzare un’intercapedine d’aria più larga e un miglior disaccoppiamento complessivo.
È consigliabile sigillare tutti i bordi, le giunture e gli angoli in particolare nei punti dove si uniscono diversi materiali. Lasciate uno spazio di circa 0,7 cm nelle giunture parallele e negli angoli perpendicolari e usate il nostro sigillante acustico StopGap, (Stop Gap è un collaudato sostituto dello stucco per cartongesso, vedi N.d.T a pag. 21), applicate del nastro e proseguite normalmente con le finiture.
Se per una qualche ragione, come mancanza di spazio o problemi di budget, non potete costruire il sistema pavimento/pareti che abbiamo descritto, per prima cosa cercate di cogliere i concetti chiave che vi abbiamo esposto nei disegni. Se siete determinati nel raggiungere un buon grado di isolamento acustico è fondamentale che isoliate le sorgenti sonore dalla struttura. Ricordate, i fattori principali sono aria e massa. Un sandwich di cartongesso e Sheetblok vi potranno essere molto utili.
Nelle figure la base della parete appoggia su su un doppio strato di Sheetblok per disaccoppiarlo dal pavimento flottante o dal pavimento preesistente. In un mondo perfetto, sarebbe preferibile incollare lo Sheetblok alla base della parete invece che inchiodarlo o avvitarlo. La colla infatti è sempre raccomandata perché ha buone proprietà disaccoppianti e contribuisce all’isolamento acustico. Le viti e i chiodi agiscono come ponti acustici e trasmettono il suono da uno strato all’altro, quindi andranno evitati dove possibile. Tra i chiodi e le viti, queste ultime sono preferibili, (in combinazione con la colla) infatti garantiscono una presa più solida che aiuta ad evitare possibili risonanze. In generale, consigliamo di incollare il truciolato e sigillarlo ai bordi e nelle giunzioni. Se ripetete questa operazione per ogni strato di truciolato, incollandoli uno sull’altro avrete un disaccoppiamento molto maggiore che avvitandoli l’uno all’altro. [N.d.T. Per la scelta dei tasselli sono preferibili quelli in plastica che trasmettono meno le vibrazioni]
Nel caso che dobbiate per forza avvitare gli strati (cosa comune nella pratica) sappiate che non è la fine del mondo, è meglio evitarlo, ma si può fare. Cercate comunque di usare il minor numero di viti possibile. State attenti, molti gessisti usano viti in abbondanza, anche ogni 5 cm, Questo non è una buona pratica dal punto di vista acustico, quindi se chiamate qualcuno a darvi una mano, avvertitelo di mettere il numero di viti strettamente necessario.
Le stesse considerazioni valgono anche nel caso della figura 3.1b, in questo caso la parete si appoggia sul pavimento preesistente. Dovrete usare bulloni, viti o qualche altro metodo per ancorare la base della parete. La regola è sempre quella di usare il minimo possibile di punti di fissaggio. Se vi state ancorando a una superficie di cemento, prendete in considerazione l’idea di usare dei bulloni ammortizzati meccanicamente. Questi dispositivi consentono di disaccoppiare la parete dalla base di cemento senza trasmettere vibrazioni.
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Fig 3.2 Metodo di sovrapposizione di diversi strati di materiale |
È importante che quando realizzate diversi strati di materiale, i pannelli del materiale in questione siano ruotati di 90° l’un l’altro (vedi figura 3.2) questo è valido per il pavimento, il soffitto e le pareti. Se usate materiale realizzato con bordi ad incastro cercate di rispettare la corretta disposizione delle giunture di incollarle l’una all’altra. Come abbiamo già detto, ricordate di sigillare tutte le giunture di qualsiasi materiale con StopGap o equivalente.
Se avete un pavimento solido (parquet, piastrelle, linoleum, ecc.) quando applicherete lo zoccolo del pavimento o altre finiture, dovrete trattare la base dello zoccolo in modo che si appoggi al pavimento attraverso una guarnizione morbida in modo da disaccoppiare il pavimento dalle pareti. Se invece il vostro pavimento è ricoperto di moquette, questa dovrebbe essere più alta e densa possibile.
Vi consigliamo di lasciare una piccola distanza nel punto in cui le pareti e il pavimento si incontrano (notate lo spazio in fig. 3.1b), se dovete appoggiare la parete interna al pavimento, assicuratevi di deporre sul pavimento uno strato di StopGap prima di applicare l’ultima parete interna, come indicati nelle figure 3.1 a-b .
Se avete già un buon isolamento acustico del pavimento, ma avete qualche problema per esempio con un pianoforte, una batteria, o un ampli del basso, invece che costruire un pavimento nuovo, potete sfruttare delle piattaforme isolanti come Platfoam sulle quali sistemare lo strumento incriminato. Anche la piattaforma HoverDeck è utile a questo scopo ed è già pronto all’uso. Questi prodotti possono esservi utili se non volete realizzare un pavimento flottante nella vostra cantina. Il disaccoppiamento che garantiscono questo tipo di supporti, oltre a prevenire i rientri e la dispersione acustica, migliorerà il suono del vostro strumento (batteria, pianoforte, ampli) in quanto eliminerà tutte le risonanze indesiderate e sentirete chiaramente il suo suono, e solo quello.
Auralex Acoustics offre anche dei supporti portatili chiamat GRAMMA (Gig and Recording Amp and Monitor Modulation Attenuator) e GREAT GRAMMA (di dimensioni maggiori), progettati per disaccoppiare dal pavimento ampli per basso, ampli per chitarra, spie, monitor e subwoofer. Questo aumenta l’isolamento della sorgente sonora e elimina tutte le risonanze parassite dovute al contatto con il pavimento, migliorando il suono dello strumento e rendendolo più chiaro. Se non avete l’intenzione o il budget necessario a realizzare un isolamento a regola d’arte forse potrete migliorare il vostro suono e l’isolamento usando i GRAMMA sotto i vostri amplificatori e/o monitor, sarete soddisfatti e sorpresi del grande miglioramento ottenuto con il minimo sforzo.
Nel caso in cui voi non abbiate abbastanza altezza nella vostra stanza, non potrete implementare un pavimento flottante. Potete realizzare comunque un certo disaccoppiamento per mezzo due strati di pavimento ad incastro (ciascuno strato a direzione alternata) posizionati sopra due strati di Sheetblok. Questo aumenta il STC del vostro pavimento e il disaccoppiamento, ma ovviamente non avrete il beneficio dell’intercapedine d’aria.
Travetti
C’è un piccolo dibattito circa la necessità e il miglior posizionamento dei travetti all’interno delle strutture di pareti, pavimento e soffitto. Noi crediamo che aggiungere i travetti tra i montanti delle pareti o le assi del soffitto/pavimento sia di grande beneficio, in particolare andrebbero messi a posizioni non regolari come in figura 3.3 . Questi infatti aumentano la solidità della struttura e la rendono meno mobile evitando che la stessa entri in risonanza o vibri. Come sostiene Philip Newell in uno dei suoi molti libri, una costruzione più rigida sarà meno soggetta a vibrazioni alle basse frequenze. Le nostre ricerche sono in continua evoluzione e noi sappiamo che i travetti non sono applicabili in tutte le situazioni e le costruzioni. Comunque in questo contesto pensiamo che i travetti trasversali siano una necessità, considerando anche le questioni di budget riteniamo siano un ottimo metodo per massimizzare l’isolamento. Può essere complicato realizzare una tale struttura, ma è tempo ben speso. Lo sappiamo perché lo abbiamo fatto…
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Fig 3.3 Metodo di installazione dei travetti |


























































































