
SOFFITTI
Il metodo per controllare i rumori strutturali che attraversano il soffitto è molto simile a quelli che abbiamo già visto (vedi figura 3.3a). Generalmente suggeriamo di sovrapporre Sheetblok e cartongesso al soffitto preesistente, preferibilmente disaccoppiandoli con RC8 Resilient Channel oppure potete realizzare una nuova struttura da appoggiare sulle nuove pareti flottanti che avete realizzato. Se siete fortunati e avete abbastanza altezza nella vostra stanza, potrete realizzare una nuova struttura per il soffitto abbassandovi di 10 cm dal soffitto originale, appoggiandovi sulle nuove pareti. Riempite le zone vuote di questa struttura con la Fibra Minerale e copritele con un sandwich di cartongesso e Sheetblok, che andrà appeso per mezzo degli RC8 Resilient Channel.
Nella maggior parte dei casi reali non le stanze non sono abbastanza alte per realizzare quest’ultima struttura. In questo caso potete applicare uno strato di Sheetblok sul soffitto precedente e coprirlo con uno o due strati di pannelli di cartongesso.
Nel caso in cui abbiate già montato tutto, se avete bisogno di un ulteriore isolamento, ma non potete aggiungere degli ulteriori pannelli di cartongesso, vi consigliamo di applicare un ulteriore strato di Sheetblok Plus sopra il cartongesso. Lo Sheetblok Plus , anche se adesivo, deve essere fissato meccanicamente al soffitto in qualche modo (chiodi con testa plastica, rondelle e viti, strisce di velcro alle estremità, ecc.), raccomandiamo anche di applicare delle finiture di legno nelle giunture dei pannelli.
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Fig 3.3a Isolamento del soffitto |
A prescindere dal metodo che userete, meno canaline o scatole elettriche ci sono nel soffitto, meglio sarà. Tutte queste discontinuità sono come delle finestre aperte per il suono. È preferibile realizzare delle tracce direttamente nel muro e sigillarle usando StopGap in ogni fessura e ogni linea, perchè i buchi indeboliscono acusticamente la parete e possono compromettere tutto il vostro duro lavoro. Vi consigliamo caldamente l’uso di lampade da pavimento o di installare le linee e le lampade a superficie.
Soffitti concavi/convessi
Avrete sicuramente notato che in tutti gli studi più famosi a livello mondiale i soffitti non sono quasi mai paralleli al pavimento. La ragione per questo sta nel fatto che tutti sappiamo che le stanze con volume maggiore suonano meglio di quelle più piccole. Perché?
Le stanze piccole hanno un suono “piccolo” perché hanno meno spazio per permettere al suono di svilupparsi e respirare. Pensateci, il suono percorre 334 metri al secondo, in una stanza di 3 metri x 3 metri arriva da parete a parete in un tempo praticamente nullo. Questo comporta che la stanza non permette lo svilupparsi di riflessioni ritardate nel tempo, e sono queste le riflessioni che danno il carattere di spazialità acustica. L’uso di opportuni diffusori (come i T-Fusors di Auralex Acoustics) può contribuire a far suonare più grande una stanza piccola, diffondendo l’energia acustica nella stanza e rendendo il suono più arioso. Oltre a ciò, negli ultimi dieci anni i processori elettronici di riverbero sono migliorati tantissimo e consentono di conferire spazialità acustica a suoni registrati in ambienti acusticamente “asciutti” e soprattutto permettono di calibrare la quantità di riverbero da applicare. Per questo motivo spesso è preferibile registrare in una stanza poco riverberante e aggiungere il riverbero ambientale con un processore digitale piuttosto che affidarsi all’acustica della stanza. Questo perché in alcuni casi noi vogliamo registrare un suono secco, senza ambiente, ma la maggior parte delle volte desideriamo creare degli “ambienti” alternativi alla stanza reale in cui stiamo registrando. Questo è possibile solo se la stanza non ha una riverberazione forte. Nonostante queste considerazioni ci sono molti casi in cui registrare uno strumento con il riverbero naturale creato dalla stanza è comunque preferibile. Per questa ragione affronteremo il tema dei soffitti concavi o convessi. Discutendo durante un pranzo con Ross Vannelli circa l’uso del riverbero proprio delle sale di registrazione mi disse: “Una volta che hai registrato un suono con il riverbero naturale della sala, non c’è una manopola per alzarlo o abbassarlo…”
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Fig 3.4 Giusta angolazione del soffitto |
Pochi di noi hanno un budget illimitato, un budget che consente di comprare degli immobili con la metratura e la cubatura che vogliamo o di cui avremmo bisogno. Non per questo ci dobbiamo rassegnare a registrare in piccole sale con soffitto piatto!
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Fig 3.5 Soffitti concavi e convessi |
I metri quadri costano, ma i metri cubici sono più economici. Basta pensare al Giappone, cos’hanno fatto? Poiché una proprietà immobiliare in Giappone è un lusso (non ce ne sono più da acquistare), hanno scelto di alzarsi invece di allargarsi. Noi possiamo applicare il concetto giapponese al nostro caso per guadagnare cubatura nelle nostre sale di registrazione e mix. Anche se spesso può essere un piccolo aumento di volume, di sicuro possiamo comunque aumentare un po’ la cubatura. L’uso di soffitti ad angolo può essere una metodo per guadagnare volume, guardando le figure 3.4 e 3.5 avremo qualche esempio di soffitti buoni (e meno buoni) acusticamente parlando. Anche i soffitti ad angolo acuto, o ad “A” , sebbene siano di solito sconsigliate nelle control room, possono essere utili in una sala di registrazione (live rooms).
Trattamento dei soffitti ad angolo acuto per live rooms
La figura 3.6 mostra un esempio di come suggeriamo di trattare i soffitti ad angolo acuto nel caso di una live room (sala di registrazione). Questo tipo di trattamento può funzionare anche in una control room o in un project studio (magari in mansarda, l’unico posto della casa che vi concederà vostra moglie…). In questo caso il trattamento è costituito da 4″ StudioFoam sulle parti laterali di muri convergenti. Sotto, il più in basso possibile, un pannello forma la parete di una trappola. In questo caso il pannello è un pannello forato (pegboard) di circa mezzo centimetro ed è coperto da entrambi i lati con 4″ StudioFoam. Invece che usare due pannelli diversi di StudioFoam per le due pareti laterali, un’alternativa ancora più efficace è quella di usare un pannello unico con cui coprire anche il vertice del triangolo, lasciando dietro alla StudioFoam un piccolo triangolino d’aria. Uno dei migliori metodi di controllo del suono, soprattutto nel caso di basse frequenze e quello di costringere il suono a passare attraverso strati multipli di diversi materiali e intercapedini d’aria prima che incida sule pareti della stanza.
Potete ricoprire la parte esterna con listelli di legno a strisce di misura 2,5×5 cm, 2,5×7,5 cm e/o 2,5×10 cm, normalmente si usa il pino, ma la scelta dipende dal vostro budget, potete provare anche legni più pregiati. La cosa migliore è distribuire queste strisce di legno di diverse dimensioni in maniera casuale, distanziandoli di una distanza a sua volta casuale (0,5 cm, 1 cm, 1,5 cm…) L’ultima variazione su questo tema è quella di sostituire il pannello forato con uno di compensato, masonite o altri materiali duri, sigillandolo alle pareti in modo da costituire una cavità stagna risonante. Una struttura come questa è chiamata tecnicamente risonatore a diaframma. Potete coprire i lati del pannello con StudioFoam per allargare la banda di frequenze alle quali questo risonatore è più efficace, e migliorare il controllo acustico. Inserire lo StudioFoam all’interno della cavità sarà come cambiare il Q di un equalizzatore parametrico, allarga la banda di frequenza sulla quale questo agisce.
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Fig 3.6 Soffitto ad angolo acuto o ad “A” |
I metodi di assorbimento che abbiamo esposto in questo paragrafo, sono noti come assorbimento a pannelli forati, risonatori di Helmholtz e a diaframma. Per ulteriori informazioni su queste strutture, il loro esatto progetto, e l’accordatura su una particolare frequenza, potete fare riferimento al libro Master Handbook of Acoustics di F. Alton Everest, date un’occhiata anche alla pagina dei libri consigliati sul nostro sito. ( http://www.auralex.com/referrals/).
Ogni struttura che vi abbiamo descritto è una buona soluzione e vi possiamo garantire che funziona, sarete voi a dovere scegliere tra queste quale si adatta meglio al vostro caso o addirittura combinarle tra loro, per esempio, in qualsiasi caso possiamo applicare i listelli di legno sotto il pannello per aumentare la diffusione e controllare le riflessioni.
Un metodo spesso dimenticato per aumentare l’assorbimento delle basse frequenze in una stanza piccola è quello di sfruttare lo spazio superiore di una stanza adiacente. Il famoso esperto di acustica (e di surf) Chris Pelonis ha costruito dei risonatori di Helmholtz sul soffitto e coperto con LENRD gli angoli a 90° delle stanza adiacenti il suo studio e la control room. Questo è un ottimo metodo attraverso il quale le onde acustiche a bassa frequenza hanno più spazio per svilupparsi e respirare recuperando degli spazi spesso inutilizzati. Auralex Acoustics ha messo in pratica questo tipo di trappole in stanze adiacenti nel progetto acustico del CEDIA (Home Theatre dell’anno 1999) la stanza è risultata piatta in frequenza (con una tolleranza di 3dB) tra i 70 Hz fino a 20Khz. Inoltre fino a 38 Hz la stanza era soggettivamente piatta (sulla carta corrisponda ad una tolleranza di 6 dB fino a 38Hz ) . Potete visitare questo link ( http://www.auralex.com/profiles/profiles.asp?Pro=Jones ) per maggiori dettagli.
Il Signor Soffitto Sospeso (soffitto a pannelli).
Molto spesso i clienti che hanno un soffitto a pannelli sospesi chiedono se è il caso di toglierli per lasciare esposto il soffitto originale ed eseguire il trattamento acustico su quest’ultimo.
Se i pannelli esistenti sono di tipo economico, con un NRC molto basso (potete verificarlo con l’aiuto del vostro fornitore edile) direi che non vale la pena tenerli. Se invece i pannelli che avete, hanno un NRC di almeno 0,75 vi conviene lasciarle, ma vi consiglio di stendere sopra i pannelli uno strato di almeno 10 cm di fibra minerale. Questo, non solo attenua il suono che potrebbe rimbalzare nella cavità tra i pannelli e il soffitto, ma aumenta complessivamente anche il NRC del soffitto, soprattutto alle basse frequenze. In parte questa soluzione aiuta anche ad isolare acusticamente dalla stanza dei nostri vicini del piano di sopra.
Se avete un soffitto a pannelli con un NRC decente, ma desiderate il massimo grado di isolamento acustico verso la stanza soprastante senza dover ricostruire interamente il soffitto, abbiamo un paio di soluzioni adatte a voi. La prima è stendere uno strato di 10 cm di fibra minerale come detto in precedenza e poi applicare sopra questa uno strato di Sheetblok. Lo Sheetblok pesa circa 10 Kg al metro quadro, quindi potrebbe essere necessario rinforzare la struttura del soffitto. Sovrapponete lo Sheetblok per circa un paio di centimetri e sigillate le estremità con un nastro per condotti d’aria.
Possibili alternative possono essere:
- Ritagliare lo Sheetblok secondo le dimensioni dei pannelli, incollarlo su ciascun pannello e applicarlo semplicemente
- Procuratevi dei T-Fusors, riempiteli con fibra minerale, sovrapponete altra fibra minerale ed eventualmente anche uno strato di Sheetblok. In questo metodo otterrete la diffusione deiT-Fusors, un buon isolamento e un assorbimento delle basse frequenze.
Molti soffitti a pannelli non sono molto robusti, quindi prima di ordinare il materiale e montarlo, assicuratevi del peso che la vostra struttura possa reggerne il peso. Nulla potrebbe rovinare le vostre sessioni come il crollo del soffitto!
Se avete la necessità di costruire una nuova struttura per soffitti a pannelli dove non ce ne è già una per ottenere un assorbimento acustico ottimale, i pannelli dovranno essere distanziati dal soffitto di circa 40 cm. vi raccomandiamo di non scegliere i pannelli più economici, e vi consigliamo:
- Pannelli Armstrong ad alto NRC tra i quali Optima Open Plan e Painted Nubby Open Plan.
- Pannelli USG ad alto NRC tra i quali Orion 270 ClimaPlus and Premier Nubby ClimaPlus.
Nel caso che condividiate il soffitto a pannelli con i vicini, spesso si trascura il fatto che all’interno del controsoffitto non ci sono separazioni e di fatto non ci sono barriere acustiche tra il vostro ambiente e quello dei vostri vicini a parte i pannelli stessi. In questa situazione difficilmente raggiungerete l’isolamento acustico adeguato per uno studio. Le principali soluzioni a questo problema sono due:
- Sostituire il telaio del soffitto e realizzare un soffitto in cartongesso come descritto nei capitoli precedenti.
- Innalzare la parete laterale di confine fino al soffitto, in modo da interrompere la continuità di spazio tra i due ambienti, nel fare questo vi raccomandiamo comunque di seguire i criteri esposti nei capitoli precedenti.
Se non potete adottare questo tipo di soluzioni, l’unica cosa che vi rimane da fare è appendere verticalmente uno strato di Sheetblok sigillandolo in maniera più stagna possibile, armatevi di pistola sigillante e fate il possibile!
Se avete già affittato un locale per il vostro studio o programmate di farlo, vi raccomando di trattare con il vostro padrone di casa, gli potete chiedere di condividere con voi le spese per ristrutturare il locale secondo le vostre esigenze. Alcuni vi daranno una mano, ma con quelli che mirano al guadagno immediato sarà più difficile trattare.


























































































