
Nel trattamento acustico professionale, l’errore più comune è pensare solo all’assorbimento. Se riempiamo una stanza esclusivamente di pannelli fonoassorbenti, rischiamo di ottenere un ambiente “morto”, privo di dinamica e naturalezza. Qui entrano in gioco i diffusori acustici: strumenti indispensabili per chi cerca l’eccellenza in un Home Studio, in una sala Hi-Fi o in una Control Room professionale.
Le nostre soluzioni: Legno, Ibridi ed EPS
Prima di approfondire la teoria, ecco come abbiamo rivoluzionato la nostra gamma per rispondere a ogni esigenza estetica e di budget:
- Diffusori in Legno (Serie Woody): Per i puristi del suono. Realizzati in legno nobile, i modelli come il Woody QRD 1D e 2D offrono prestazioni di diffusione superiori grazie alla massa elevata e alla precisione di costruzione. Sono elementi d’arredo che “suonano”.
- Pannelli Ibridi (Barcode, Numeric, Circle): La fusione perfetta tra design e funzionalità. Questi pannelli uniscono una base fonoassorbente (per controllare le basse/medie frequenze) a una placca frontale in legno che diffonde le alte frequenze. Ideali per chi ha poco spazio e vuole evitare l’effetto “stanza ovattata”.
- Diffusori in EPS: L’evoluzione economica e performante. I nostri Diffusori QRD in EPS ad alta densità offrono la stessa precisione matematica dei modelli in legno ma con un peso ridotto e la possibilità di essere verniciati per scomparire nell’ambiente.
Cosa fanno i diffusori acustici?
Se volete, i diffusori possono rendere il vostro ambiente acusticamente “vivo”. I pannelli diffusori, infatti, permettono di controllare le riflessioni limitando l’utilizzo eccessivo di fonoassorbenti che spegnerebbero troppo il suono.
Un appropriato controllo dell’acustica di una stanza richiede solitamente tre distinti tipi di gestione del suono: isolamento acustico, assorbimento e diffusione.
- L’assorbimento delle onde sonore che rimbalzano all’interno della stanza si ottiene con una opportuna installazione di fonoassorbenti come Studiofoam, fibra di poliestere o i nuovi pannelli ibridi.
- L’isolamento acustico (mantenere il suono interno all’interno e il suono esterno all’esterno) si ottiene invece tramite l’impiego di speciali materiali che creano una vera e propria barriera fisica, come i nostri SheetBlock.
- La diffusione è ottenuta rimodellando grandi superfici piatte e riflettenti (la cui esistenza è da bandire in un qualsiasi ambiente dedicato alla registrazione o all’ascolto critico) e introducendo superfici di varie forme, dimensioni e angolazioni scientificamente progettate, come i profili QRD (Quadratic Residue Diffusor) dei nostri modelli Woody ed EPS.
MasAcoustics si distingue oggi per una gamma completa di moduli diffusori proprietari per accontentare qualsiasi esigenza, coniugando ottima resa sonora a specifiche esigenze di budget e design.
Quali vantaggi porta la diffusione?
La diffusione evita che le onde sonore si focalizzino in punti specifici all’interno della stanza o creino fastidiose risonanze, garantendo però che l’energia sonora non venga persa. Infatti, la diffusione permette letteralmente di “aprire” la stanza, fornendo un senso di tridimensionalità sonora che conferisce un ascolto più confortevole e preciso (il cosiddetto “sweet spot” più ampio).
La diffusione contribuisce ad eliminare le onde stazionarie e l’eco fluttuante (flutter echo) senza intaccare la vitalità del suono e il suo contenuto in frequenza. Molti tecnici del suono amano lavorare in ambienti diffondenti per l’apertura e la spazialità che questi riescono a conferire alle registrazioni.
In sintesi: la diffusione permette ad uno spazio piccolo di sembrare acusticamente più grande. Combinata con l’assorbimento, la diffusione può trasformare praticamente qualsiasi spazio in un ambiente idoneo a registrare e mixare con un alto grado di precisione professionale.
Come funziona la diffusione?
Funziona principalmente in due modi:
- Nello spazio (Scattering): La superficie irregolare e la variabilità degli angoli dei diffusori acustici riflettono le onde sonore incidenti ridistribuendole in molteplici direzioni diverse, invece che in una sola come farebbe uno specchio.
- Nel tempo (Temporal Diffusion): Le varie profondità dei pozzetti (come nei modelli QRD Woody o EPS) fanno sì che il suono riflesso ritorni all’ascoltatore in tempi leggermente diversi.
Quindi il suono non solo si disperde nello spazio, ma anche nel dominio del tempo. Inoltre, i nostri pannelli ibridi (come le serie Barcode o Numeric) introducono una terza variabile: il materiale assorbente dietro la maschera diffondente incrementa il controllo delle basse frequenze, offrendo un trattamento bilanciato in un unico prodotto.
Nota tecnica: L’assorbimento delle frequenze molto basse è un obiettivo che si raggiunge meglio con le Bass Traps, dato che diffondere le basse frequenze richiederebbe diffusori fisicamente enormi.
Chi ha bisogno della diffusione?
Molti spazi possono beneficiare dell’introduzione di Diffusori Acustici adeguatamente progettati e posizionati; varia solo la quantità e la collocazione. Sono stati adottati con successo in studi di registrazione, control room, sale Hi-Fi, home cinema, ma anche in sale da concerto e auditorium. L’esatto bilanciamento tra superfici assorbenti e riflettenti varia in funzione delle dimensioni della stanza e del suo utilizzo. Il team di MasAcoustics è a disposizione per assistervi nella scelta della giusta tipologia e quantità di diffusori.
Come si comporta un buon diffusore?
I Diffusori Acustici ben progettati (come i nostri modelli QRD) diffondono il suono uniformemente sull’intero emisfero tridimensionale di fronte ad essi. Gli archi del campo sonoro diffuso generato dovrebbero essere omogenei, perché le variazioni brusche portano a fluttuazioni di volume indesiderate.
L’obiettivo della diffusione è di ridistribuire i suoni di frequenze medie e alte uniformemente in tutto lo spazio senza assorbirle; perciò noi vogliamo ottenere un diffusore le cui riflessioni (pattern polare) siano:
(a) Il più possibile omogenee e senza “lobi” focalizzati.
(b) Coerenti alle diverse frequenze, indicando che il pannello sta fornendo una diffusione uniforme su tutto lo spettro udibile per cui è stato progettato.

Attenzione alla Distanza Minima di Ascolto
Quando scegliete un diffusore, dovete considerare la distanza tra il pannello e il punto di ascolto (o il microfono). Affinché il campo sonoro diffuso si formi correttamente e diventi omogeneo (coerente), l’onda sonora riflessa ha bisogno di percorrere un certo spazio fisico.
Se vi sedete troppo vicini a un diffusore (specialmente quelli matematici molto profondi come i QRD), potreste percepire sfasamenti e un suono “metallico” o innaturale, poiché stareste ascoltando le singole riflessioni dei pozzetti e non il campo diffuso totale.
- Diffusori QRD profondi (es. Serie Woody): Richiedono generalmente una distanza minima di almeno 1 – 1,5 metri dalle orecchie dell’ascoltatore per funzionare al meglio. Sono ideali se avete spazio dietro la sedia.
- Pannelli Ibridi e Diffusori piatti (es. Barcode, Numeric): Avendo una profondità minore e lavorando principalmente sullo scattering delle alte frequenze, possono essere posizionati anche più vicini al punto di ascolto senza creare artefatti sonori fastidiosi.
Consiglio pratico: Se la vostra control room è molto piccola (es. 3×3 metri) e la vostra sedia è quasi attaccata alla parete posteriore, evitate diffusori QRD troppo profondi. Optate invece per pannelli Ibridi o assorbimento mirato.
Posizionamento appropriato dei diffusori
Control Room o sale Hi Fi
Per prima cosa parliamo delle Control Room. Molti progettisti concordano che la parte anteriore della stanza debba essere prevalentemente assorbente. La parte posteriore della stanza, invece, è il regno della diffusione.
Il soffitto, partendo dalla schiena del fonico in poi, può contenere un misto tra diffusione e assorbimento. I più grandi progettisti ritengono che la parete posteriore debba ospitare diffusori (come i nostri Woody 2D o EPS QRD) circondati da un sistema assorbente a banda larga (Bass Traps), specialmente in ambienti di grandi dimensioni. Le pareti laterali ed il soffitto, dalla posizione occupata dal fonico in poi, possono essere alternativamente assorbenti e/o diffondenti.

Sale ripresa e sale prova
Nelle sale di ripresa (Live Room), il gusto personale e la funzione determinano il bilanciamento. In genere gli studi per musica rock sono più “asciutti” di quelli per classica, ma raramente uno studio deve essere totalmente privo di riflessioni. Anche in questo caso raccomandiamo una corretta diffusione, in particolare sul soffitto (per alzare virtualmente l’altezza della stanza) e sulle parti alte delle pareti.
Vocal booth e cabine
Nelle vocal booth lo spazio è spesso ristretto. Un doppiatore può preferire un ambiente totalmente assorbente (“dead”), ma per un musicista un ambiente troppo sordo risulta innaturale. Spesso la soluzione migliore è una combinazione massiccia di Bass Traps agli angoli e una leggera diffusione ad altezza orecchio o sul soffitto per ridare “aria” allo strumento. I diffusori in EPS verniciabili sono ottimi in questi contesti perché leggeri e poco invasivi.
Home Cinema
Nelle sale cinema, l’assorbimento resta critico per gestire le riflessioni dei molteplici altoparlanti, ma la diffusione gioca un ruolo chiave per l’effetto “avvolgente”. Spesso in ambienti domestici lo spazio è limitato: utilizzare diffusori sul soffitto (specialmente se basso) è una strategia vincente per far sembrare lo spazio più alto e arioso.
Attenzione però: negli home theater potenti, troppa diffusione senza un adeguato controllo delle basse frequenze può rendere il suono confuso; l’equilibrio è la chiave.























































































